I rifugi

RIFUGI: sono strutture ricettive custodite, organizzate per dare ospitalità, possibilità di sosta, ristoro, pernottamento. I rifugi sono solitamente dotati di un locale invernale con un accesso indipendente, da utilizzarsi come ricovero di fortuna durante il periodo di chiusura stagionale.

I BIVACCHI: a differenza dei RIFUGI, sono strutture permanentemente incustodite. Costruzioni, per lo più di tipo prefabbricato, monolocali di modeste dimensioni con capienza normalmente non superiore ai 15 posti. I bivacchi sono strutture essenziali: non sono dotati di servizi, acqua e luce elettrica. Generalmente ubicati nelle zone più elevate delle catene montuose, sono frequentati come basi prossime agli attacchi delle vie o lungo percorsi alpinistici o come ricovero d’emergenza.

I bivacchi e i rifugi non custoditi sono, per loro natura, dedicati al pernottamento ed al riparo d’emergenza, è quindi buona norma non prolungare la propria permanenza se non motivata da condizioni atmosferiche tali da impedire il proseguimento dell’ascensione o il ritorno a valle.

» Notizie storiche

Il Club Alpino Italiano, tramite le sue sezioni, è proprietario e gestisce la maggior parte dei rifugi presenti sul territorio italiano, ma esistono anche rifugi privati non gestiti dal CAI.

Tutti i rifugi del Club Alpino Italiano devono rispettare i regolamenti e le normative emanate dalla Commissione Centrale Rifugi ed Opere Alpine del CAI. Tra i vari compiti della Commissione, vi è la definizione annuale dei Tariffari dei rifugi. I rifugisti sono tenuti ad esporre il Tariffario in modo visibile e ad applicarlo senza variazioni. Il Tariffario è differenziato per categoria di appartenenza del rifugio; questa è determinata considerando diversi fattori: posizione topografica, finalità alpinistiche/escursionistiche, particolari condizioni d’ambiente (anche stagionali), quota, difficoltà di accesso e conseguenti fattori economici di gestione.

Per Tutte le informazioni relative alla classificazione, al tariffario e al regolamento si rimanda a:
»Regolamento rifugio – Club Alpino Italiano

Norme e Comportamento nei rifugi/bivacchi

Seguono alcune norme e consigli sul comportamento da tenere in un rifugio o in un bivacco.

Libro dei Visitatori
Ogni rifugio possiede un Libro dei Visitatori. Chi entra in un rifugio è invitato a firmarlo, indicando il proprio nome, la data, la provenienza e brevemente l’itinerario della meta successiva. Chi compie ascensioni o escursioni impegnative dovrebbe a darne previo e preciso avviso al gestore/custode.

Nei rifugi custoditi attenersi alle direttive del custode, rispettare l’assegnazione dei posti letto e l’orario dei pasti.

Ordine
Non lasciare i propri zaini in luoghi dove possano ingombrare o dare fastidio agli altri frequentatori (panche, tavoli, …).

Pernotto

  • È vietato accedere ai locali di riposo con gli scarponi. Molti rifugi dispongono di ciabatte o zoccoli ad uso degli ospiti.
  • Per motivi igienici in tutti i rifugi è obbligatorio l’uso del sacco lenzuolo.
  • Durante le ore notturne (dalle 22) le luci vengono spente e si deve osservare assoluto silenzio.
  • Nei dormitori si è tenuti a disporre con ordine le proprie cose e a mantenere lo zaino in corrispondenza della propria branda.

Prima di lasciare un rifugio o un bivacco
Il rifugio custodito o incustodito va lasciato nelle condizioni in cui si vorrebbe trovarlo. Prima di lasciare un rifugio si rimette tutto in ordine, per esempio si ripiegano le coperte utilizzate.
In particolare, dopo aver utilizzato un locale non gestito (bivacco o locale invernale) se ne raccomanda il riassetto (ripiegare le coperte utilizzate, spazzare il pavimento,…) e l’accurata chiusura (imposte, finestre, porte). Eventuali danni arrecati vanno per quanto possibile sistemati e non appena giunti a valle bisogna darne comunicazione alla sezione che gestisce la struttura.

Rifiuti

  • E’ auspicabile che i rifiuti non vengano depositati nei contenitori dei rifugi, ma portati a valle. In questo modo sono facilitate le operazioni di smaltimento.
  • In generale è buona norma non lasciare tracce del proprio passaggio, si ricorda che molte sostanze pur essendo biodegradabili (fazzolettini, bucce di frutta, …) non si volatilizzano nello spazio di poche ore, ma restano sul posto anche per un’intera stagione con detrimento della qualità del paesaggio.